Le nostre cellule sono immerse in una matrice (ECM) da cui traggono sostegno, nutrimento e vitalità. Intervenendo con l’acido ialuronico possiamo rigenerarla ottenendo un importante effetto anti-aging.

Il  livello di super-specializzazione e innovazione tecnologica raggiunto attualmente dalla medicina ha consentito un progresso esponenziale nella diagnosi e nel trattamento di patologie fino a pochi anni fa considerate incurabili. Tuttavia lo studio sempre più approfondito dei meccanismi molecolari della salute e della malattia mette ancora di più in risalto la sincronicità e l’appartenenza dei vari organi e tessuti a un unicum, rendendo maggiormente raggiungibili nuovi obbiettivi di prevenzione delle malattie e dell’invecchiamento degenerativo.
 
L’invecchiamento della pelle è un fenomeno biologico complesso e inevitabile, che inizia molto presto nella vita, e non accade per tutti allo stesso modo, a riprova del fatto che il deterioramento dell’organismo dipende sia dal patrimonio genetico che dallo stile di vita personale. Il programma genetico è diverso da individuo a individuo, così come le abitudini di vita, quindi l’invecchiamento in generale e l’invecchiamento della pelle in particolare sono estremamente variabili da persona a persona. L’invecchiamento è un processo dinamico che determina alterazioni strutturali dei tessuti molli ed ossei. 
 
La silhouette di viso e corpo subisce un processo di involuzione cui vanno incontro i vari strati che lo compongono: dalla pelle al tessuto adiposo sottocutaneo al muscolo fino a un riassorbimento più o meno marcato della struttura di supporto osseo, con il conseguente aspetto caratteristico di rughe, ipotonicità, lipoatrofia e alterazioni volumetriche. Inoltre durante l’invecchiamento si instaura un ipertono permanente di alcuni muscoli, nel tentativo di opporsi al rilassamento della pelle. 
 
Col passare del tempo le varie strutture perdono funzionalità in tempi e modi diversi, rendendo il processo di invecchiamento né graduale né uniforme, in particolare quello del viso, soprattutto per la presenza, a questo livello, dei muscoli mimici, cioè i muscoli responsabili della nostra espressività. Di conseguenza, il processo di invecchiamento globale non può che essere prevenuto e trattato tenendo conto di questa complessità.
 
Gli studi più recenti hanno individuato  un comune denominatore, una sorta di intranet che è presente e mette in connessione tutto l’organismo: la matrice extracellulare (ECM), cioè lo spazio esistente tra cellula e cellula.
 
Proprio su questo comune denominatore attualmente viene focalizzata la ricerca e, man mano che se ne svelano i segreti, è possibile sviluppare strategie sempre più efficaci nel senso della prevenzione e del trattamento di malattie degenerative e dei segni dell’età cutanea. Infatti i trattamenti antiaging più avanzati sono quelli che rigenerano l’ECM, in quanto principale responsabile del supporto fisico e dello scambio con e tra cellule di nutrienti, mediatori cellulari e fattori di crescita.
 
Le sostanze utilizzabili più efficaci dovrebbero essere progettate per riorganizzare il metabolismo cellulare, la proliferazione cellulare e la produzione di nuova ECM. Ciò può essere ottenuto fornendo il giusto nutrimento alle cellule (acido ialuronico, alcuni aminoacidi e peptidi, antiossidanti) e la stimolazione della circolazione del fluido interstiziale (stimolazione che già conoscevamo sotto il nome di “linfodrenaggio” ma che oggi assume una maggiore importanza, alla luce di quanto via via si va scoprendo).
 
La molecola principale attorno alla quale ruotano gli interventi di rigenerazione è sempre l’acido ialuronico naturale (non chimicamente modificato) a basso e / o alto peso molecolare, utilizzato nelle formule iniettabili ma anche nei cosmetici, con o senza l’aggiunta di altre molecole nutritive. L’acido ialuronico, alla base di quasi tutte le formulazioni specifiche ha la funzione di idratare la matrice extracellulare e stimolare le cellule. Se utilizzato sapientemente, ha effetti importanti, incrementando la luminosità, l’idratazione, il tono della cute e riducendo le rughe, esercitando altresì un’importante funzione anti-radicalica. Anche peptidi e aminoacidi esercitano funzioni molto importanti sull’ ECM quando opportunamente dosati e mirati.
 
La dermatologia estetica è forse la prima disciplina medica che studia le proprietà dell’ECM e il suo trattamento ma questa materia sta cominciando a rivestire un’importanza molto rilevante per altre specialità medica come ad esempio ortopedia, odontoiatria, pneumologia e gastroenterologia per non citarne che alcune. Sicuramente, nel prossimo futuro la medicina della ECM ripristinerà le conoscenze mediche ad un più alto e generale riconoscimento dell’unità di organi e sistemi, superando le barriere ed i concetti alla base della medicina iper-specialistica, riportando ai meccanismi di base di molti inestetismi e malattie, nonché il loro trattamento.

Articolo della Dottoressa Adele Sparavigna per https://4me.styl