È in arrivo sul mercato un’ondata di apparecchi elettronici ad uso domestico per il trattamento della pelle. Promettono le stesse prestazioni della dermatologia estetica e della chirurgia plastica. Ma possiamo fidarci?

Il messaggio che viene comunicato dai media è univoco e roboante: grazie all’elettronica i trattamenti della pelle sono finalmente a una svolta. In pochi anni i negozi e i siti di e-commerce si sono riempiti di dispositivi che vantano performance eccezionali e spesso paragonabili a quelle dei trattamenti di dermatologia estetica e di chirurgia plastica. Apparecchiature dal design accattivante, supportate da influencer e importanti testimonial diventano le star del momento. E chi non utilizza queste tecnologie ha la sensazione di perdere un’opportunità senza precedenti: la bellezza facile e autogestita.
 
Quale indicazione trarre da questo fenomeno? Che il marketing sta diventando ipertrofico e non fa più solamente leva sulle nostre esigenze ma anche sulla nostra psiche. In questo caso il meccanismo psicologico utilizzato è piuttosto subdolo. La nostra mente, in presenza di situazioni troppo complicate, per evitare condizioni ansiogene e dissonanze cognitive, tende a operare un’ipersemplificazione. Ciò vale anche per le nostre scelte di consumatori: se i nostri desideri sono troppo costosi e impegnativi cerchiamo soluzioni rapide e a buon mercato. E certi prodotti presenti sul mercato sono ideali per intercettare questo fenomeno.
 
Cosa ci fa pensare che molta elettronica “fai da te” rientri in questa categoria? Innanzitutto, la carenza di dimostrazioni scientifiche in merito all’efficacia della stragrande maggioranza di questi device. E se mancano ci sarà una ragione. Le apparecchiature a uso domestico, ancora prima di essere efficaci devono essere sicure. Se un’apparecchiatura è molto efficace, spesso è anche potenzialmente più dannosa quando non utilizzata correttamente; viceversa un’apparecchiatura molto sicura nell’utilizzo probabilmente sarà poco o per nulla efficace.
 
A prescindere dalla tecnologia utilizzata è una questione d’intensità dello stimolo. Le apparecchiature a uso medico possono, per legge, essere molto potenti ed è un po’ come dire che il bisturi può essere maneggiato solo dal chirurgo. Se le apparecchiature utilizzate dalle estetiste devono rispondere a requisiti di maggiore sicurezza rispetto a quelle mediche (e quindi essere meno efficaci), quelle destinate al consumatore devono essere, a maggior ragione, iper-sicure.
 
Eppure, tutto ciò non basta: anche le metodiche più sicure possono essere dannose quando utilizzate in misura eccessiva e a sproposito. Ad esempio i dispositivi laser oppure a luce pulsata (IPL) da anni in commercio per l’epilazione sono certamente meno efficaci delle apparecchiature professionali ma sono comunque dannosi se per errore vanno a colpire gli occhi.
 
Tra le altre tecnologie sul mercato, la radiofrequenza che sfrutta le stesse microonde dei forni che utilizziamo in cucina, gli ultrasuoni, che alterano le funzioni cellulari, le luci a led, che sfruttano la luce visibile potenziata, responsabile della produzione di radicali liberi e di fotodanneggiamento della pelle.
 
Anche se le stesse tecnologie sono sfruttate con successo in medicina, questo non vuol dire che possono essere utilizzate senza cognizione di causa. Per quanto riguarda l’elettrostimolazione muscolare (ormai già sdoganata da molti anni) e, più in generale, le apparecchiature di ginnastica facciale, bisognerebbe ricordare che  non tutti invecchiano allo stesso modo e quindi non può valere il concetto che la stessa ginnastica sia utile per tutti. Se non si conoscono i muscoli del volto e i loro equilibri funzionali (infatti spesso questi muscoli si antagonizzano a vicenda) la ginnastica, invece di ridurre le rughe, potrebbe facilitarne la comparsa. 
 
Per quanto la promessa di giovinezza a portata di mano e a buon mercato sia affascinante, è solo attraverso la conoscenza sempre più approfondita della pelle che lo specialista mette a punto trattamenti antietà personalizzati e di efficacia documentata. Il miglior trattamento è quello cioè che mira a ristabilire l’aspetto e le funzioni di una pelle giovane stimolandola in maniera quanto più naturale possibile. Una naturalità che non sempre appartiene al mondo di queste apparecchiature.

Articolo della Dottoressa Adele Sparavigna per https://4me.styl